Il vangelo di Giuda

Vangelo di Giuda, ecco le caratteristiche di questo testo gnostico

Il vangelo di Giuda è un testo gnostico e apocrifo che non appartiene alla rivelazione ufficiale della Chiesa cattolica anche perché ribalta la figura di Giuda Iscariota da apostolo traditore, che consegna Gesù nelle mani dei carnefici, a fedele servitore del Messia che ne facilita la missione redentrice.

Lo gnosticismo come fonte ispiratrice del testo

Lo gnosticismo è la corrente filosofica ispiratrice del vangelo di Giuda e si è sviluppata tra gli intellettuali di Alessandria d’Egitto nel II secolo d.C. sotto l’influenza di antiche religioni esoteriche e iniziatiche. Lo gnosticismo sosteneva il concetto di salvezza dell’anima, attraverso una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi), derivante da esperienza e ricerca personale della verità.

Il punto chiave di questa corrente di pensiero è il rapporto diretto con Dio di natura prettamente iniziatica perché solo pochi eletti possono conoscere una serie di segreti dottrinali per volontà divina. Questo concetto è in aperto contrasto con la tradizione apostolica basata sulla rivelazione universale del messaggio di Cristo che è contenuto nei testi canonici e conformi all’insegnamento ufficiale della Chiesa.

Datazione del Vangelo di Giuda

Il testo attribuito a Giuda appartiene a un documento più ampio scritto in copto che contiene anche una presunta lettera di San Pietro all’apostolo Filippo e una versione gnostica dell’Apocalisse di San Giovanni. La sua datazione è incerta perché alcuni studiosi si rifanno all’opera “Adversus haeres” del vescovo Ireneo di Lione che è vissuto tra il 130 e il 202 d.C. e ha datato il testo intorno all’anno 180.

Secondo l’interpretazione di Ireneo, questo presunto vangelo è stato scritto dalla setta gnostica dei Cainiti, ma secondo altri ricercatori il manoscritto dovrebbe essere addirittura antecedente al 130 d.C. perché i Cainiti erano influenzati dalle teorie di Marcione, vescovo e teologo gnostico di origine greca che è vissuto tra l’85 e il 160 d.C.

Di parere diverso è l’università americana di Tucson che ha datato con il carbonio 14 questo documento ed è giunta alla conclusione che risalga al periodo tra III e IV secolo d.C. e potrebbe trattarsi della traduzione di un precedente testo greco.

Sull’attribuzione dell’opera i pareri sono ancora più discordanti e mancano notizie sicure, ma lo studioso americano Bart Ehrman non pensa affatto che Giuda possa averlo scritto e non lo avrebbe redatto neppure un suo contemporaneo.

Il ritrovamento del manoscritto

Il testo è stato ritrovato da alcuni contadini in Egitto nel 1978 all’interno di una caverna nella provincia di Al Minya è ha affrontato varie peripezie. All’inizio, l’ha acquistato un mercante di antichità, poi glielo hanno rubato e ha dovuto aspettare 5 anni per ritrovarlo e per tentare di rivenderlo.

Nel frattempo alcune delle pagine rubate sono finite sul mercato e Frieda Nussberger-Tchacos, ricca appassionata di antichità le ha comprate nel 1999 per poi aggiudicarsi anche il resto del documento. Attraverso ulteriori compravendite il testo è passato di mano in mano, subendo parecchi danni, ma nel 2001 la Maecenas Foundation for Ancient Art di Basilea lo ha fatto ricostruire e restaurare dagli esperti. La presentazione ufficiale al pubblico risale al 2006 su iniziativa della National Geographic e il manoscritto è custodito nel museo copto del Cairo.

L’impostazione gnostica del vangelo di Giuda

Il vescovo Ireneo ha attribuito il testo ai Cainiti perché proprio questa setta gnostica sosteneva che solo Giuda Iscariota conosceva la verità sulla missione redentrice di Gesù come nessun altro, in quanto depositario di segreti ricevuti per volere divino. Di conseguenza, aveva ordito il tradimento, che per i Cainiti era un mistero di fede, e aveva sconvolto il cielo e la terra. Da questa interpretazione teologica nascerebbe, secondo Ireneo, il titolo “Vangelo di Giuda” che è al centro degli eventi che hanno scandito la morte e risurrezione di Gesù.

L’impianto gnostico del testo è molto evidente in tutto il suo contenuto che narra gli ultimi giorni di vita sulla terra di del Redentore in aperto contrasto con i vangeli canonici. Non a caso il manoscritto si concentra sulle spiegazioni segrete in materia di rivelazione che Cristo fa a Giuda conversando con lui per una settimana.

Gesù tratta quindi l’apostolo traditore come un iniziato meritevole di essere unico depositario di questi segreti e squalifica totalmente gli altri apostoli che sarebbero incapaci di capirne il senso, secondo il principio gnostico che rifiuta il concetto di salvezza universale in favore di tutti gli uomini.

La riabilitazione gnostica di Giuda Iscariota

Secondo i Cainiti, Giuda ha tradito per permettere a Cristo di morire sulla croce e risorgere, liberandosi della sua natura umana per fare trionfare solo quella divina. Questa distinzione tra una divinità inferiore e condizionata dalla natura umana, che gli altri apostoli adorano, e quella superiore e divina, conosciuta perfettamente solo da Giuda, ne ribaltano il ruolo da traditore a fedele esecutore della volontà di Cristo e “facilitatore” della missione di salvezza.

A questo riguardo, alcuni passaggi del manoscritto descrivono chiaramente la preferenza di Gesù verso Giuda rispetto agli altri apostoli: “Partiti dagli altri e io ti dirò i misteri del regno. A te è possibile giungere là, ma ne avrai molto a soffrire…Ma tu sarai il maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l’uomo che mi riveste“.

Tutto il testo è inoltre permeato dall’idea gnostica che il mondo è corrotto perché imprigionato dalla materia, dato che lo ha creato un dio demiurgo e cattivo del Vecchio Testamento. Di conseguenza, è necessario morire per liberare lo spirito dal corpo e farlo ascendere al padre celeste.

Il manoscritto esalta gli iniziati e meritevoli di custodire i segreti riservati esclusivamente a loro che discenderebbero dalla “grande generazione di Seth“, uno dei figli di Adamo, che si distingue dalle altre generazioni umane perché:

  • Sono emanazione diretta del creatore
  • Sono destinati a ricongiungersi con Dio dopo la morte
  • Appartengono a una stirpe immortale
  • Conoscono la vera natura di Cristo
  • Raggiungono la conoscenza per volontà diretta di Dio e non hanno bisogno della mediazione di nessuna autorità religiosa.

Giuda è quindi il perfetto iniziato che può accedere alla gnosi di livello superiore e riservata agli eletti, ma è anche evidente il rifiuto gnostico nei confronti dell’autorità religiosa di tipo gerarchico, depositaria della verità e maestra di fede.

La posizione della Chiesa su Giuda Iscariota

Non sorprende quindi che la posizione della Chiesa sia stata fortemente critica verso i culti iniziatici dell’eresia gnostica che considerava inoltre la natura umana di Gesù un chiaro ostacolo alla manifestazione della Sua divinità. Per i cattolici, al contrario, il mistero dell’incarnazione rientra pienamente nel disegno provvidenziale di redenzione e salvezza rivolto a tutta l’umanità grazie alla passione e morte in croce di Gesù che è vero Dio e vero uomo.

Pur non entrando nel merito del testo gnostico, Benedetto XVI lo ha sconfessato indirettamente a livello teologico durante la predica del Giovedì Santo 2006 con parole inequivocabili: “Giuda fa il doppio gioco, è un bugiardo e un superbo” e, nell’agosto 2012, il Pontefice ha ripreso l’argomento, sottolineando che la falsità è stata la colpa più grave di Giuda Iscariota e non è possibile riabilitarlo in alcun modo.

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