4 gennaio: Santa Angela da Foligno

Vita e conversione di Angela da Foligno, la mistica umbra canonizzata da Papa Francesco

Il 4 di gennaio si festeggia Santa Angela da Foligno, la mistica umbra nata nel 1248 nota per il suo percorso di conversione che l’ha condotta alla santità, seguendo l’insegnamento di San Francesco d’Assisi e vivendo in unione spirituale costante con Cristo.

La conversione di Angela da Foligno

Angela da Foligno sembrava più interessata da giovanissima alla vanità femminile e alle gioie del mondo, piuttosto che alla pratica religiosa, anche perché viveva con il marito e i figli in condizioni di discreta agiatezza. Secondo i documenti raccolti dalla Chiesa, risulterebbe che abbia anche commesso peccati seri, forse di infedeltà, culminati in confessioni e comunioni sacrileghe, perché la vergogna le aveva impedito di rendere una piena confessione.

In pratica, non aveva condotto un’esistenza cristianamente esemplare fino a 37 anni, quando San Francesco le apparve in sogno, nel 1285, placando i suoi crescenti tormenti, dandole coraggio per intraprendere con decisione la via della santità e garantendole che Dio le avrebbe offerto la pace interiore dopo una sincera confessione che Angela si era affrettata a fare.

Successivamente, Angela aveva deciso di seguire la via di Francesco distaccandosi dalle cose terrene ma la povertà da cose, affetti, e  vanità inizia da piccoli gesti ridimensionando vestiti, vitto e acconciature.  Abituata com’era agli agi familiari, e a una madre pronta a soddisfare ogni suo capriccio, Angela deve però fare i conti con l’ostilità materna, oltre a quella di marito e figli, con non vedevano di buon’occhio la sua conversione.  

La nuova vita indirizzata alla santità

Il dolore per le incomprensioni familiari si unisce a quello dei lutti quando, in breve tempo, perde tutti i suoi cari per malattia e Angela da Foligno, improvvisamente sola, trova conforto nella sua forza d’animo e nel sostegno spirituale di San Francesco scegliendo la povertà e la penitenza praticata dai Terziari Francescani, dopo aver rinunciato a tutti i suoi averi.

Il pronunciamento dei voti religiosi e la professione della Regola del Terz’Ordine francescano, la spingono a servire malati e lebbrosi con dedizione eroica. Angela decide inoltre di fondare un cenacolo di seguaci, costituito da religiosi e laici, desiderosi di seguire la sua strada. I suoi insegnamenti, espressi all’insegna di amore materno e spirituale nei loro confronti, si riscontrano in numerose lettere ispirate ai principi di povertà, umiltà, carità e pace:

Una di queste missive, che Angela da Foligno ha indirizzato ai componenti del suo cenacolo, riassume con efficacia questi concetti chiave della sua svolta spirituale: “Lo sommo bene dell’anima è pace verace e perfetta… Chi vuole dunque perfetto riposo, si studi d’amare Iddio con tutto il cuore, perciò che in tale cuore abita Iddio, il quale solo dà e può la pace dare“.

Il concetto di mistica secondo i canoni della Chiesa

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (2014) definisce il concetto di mistica come segue: “Il progresso spirituale tende all’unione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama “mistica”, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i sacramenti – “i santi misteri” – e, in lui, al mistero della SS. Trinità. Dio ci chiama tutti a questa unione intima con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti“.

Angela Da Foligno ha quindi trasmesso la sua profonda spiritualità a tanti contemporanei, colpiti dal cambiamento radicale che Dio ha operato nella sua vita, arricchendola di una nuova prospettiva mistica che ha dato un senso completamente diverso alla sua esistenza terrena.

Solo in questo modo, secondo i teologi, è possibile operare una svolta di tale portata da spingere una persona a conoscere e amare Cristo compiutamente e, attraverso di lui, anche i fratelli. Non a caso Angela ha servito il prossimo con una dedizione straordinaria, a partire dai più reietti per la collettività come i lebbrosi, applicando le virtù in grado eroico, come premessa indispensabile alla santità.

Il Liber di frate Arnaldo

Angela Da Foligno pregava intensamente davanti al Crocifisso, leggeva quotidianamente la Sacra Scrittura e faceva pellegrinaggi ad Assisi in unione spirituale con San Francesco, inoltre, il suo confessore frate Arnaldo ha raccolto tutte le testimonianze della mistica folignese nelLiber sororis Lelle de Fulgineo, de tertio ordine sancti Francisci, detto anche Liber de vera fidelium experientia e conosciuto come Liber.

Il testo è diviso in tre parti: la prima è costituita dal Memoriale, la seconda da un complesso di massime le Instructiones, contenenti invece documenti religiosi di vario tipo curati da diversi redattori, tra cui le lettere che Angela spediva ai suoi figli spirituali, infine la terza contiene il testamento spirituale. La compilazione del Memoriale ha impegnato circa quattro anni, dal 1292 al 1296, e spesso frate Arnaldo assisteva personalmente alle esperienze mistiche della santa.

La vita mistica di Angela da Foligno e la missione nel mondo

Angela da Foligno ha avuto una delle visioni più significative nel 1291, lungo il cammino verso Assisi perché lo Spirito Santo e poi direttamente Cristo hanno dialogato a lungo con lei ma, quello stesso giorno la mistica ha avuto una sconvolgente manifestazione di Dio Trinità che descrive così a frate Arnaldo:

Ho visto una cosa piena, una maestà immensa, che non so dire, ma mi sembrava che era ogni bene. E mi disse molte parole di dolcezza quando partì e con immensa soavità e partì piano, con lentezza. E allora, dopo la sua partenza, cominciai a strillare ad alta voce – o urlare – e senza alcuna vergogna strillavo e urlavo, dicendo questa parola, cioè: “Amore non conosciuto perché? Cioè, perché mi lasci? Ma non potevo dire – o non dicevo – di più; gridavo solo senza vergogna la predetta parola, cioè: “Amore non conosciuto, e perché e perché e perché“.

L’amica badessa del monastero di Vallegloria aveva chiesto ad Angela di unirsi alla sua comunità per condurre vita contemplativa ma lei aveva risposto: “Il mio posto è nel mondo” cioè servire Dio e fratelli nella città dove da giovane viveva una vita mondana e nella quale intendeva riscattarsi, senza abbandonare mai i “filioli” del suo cenacolo che si ispiravano a lei come guida spirituale, oltre che punto di riferimento e conforto nelle avversità.

L’eredità spirituale di Angela da Foligno

Angela da Foligno  è morta il 4 gennaio 1309 dopo una vita di preghiera, penitenza e carità che ha lasciato un insegnamento profondo ai posteri. Tra i santi che, nei secoli successivi si sono ispirati alla sua spiritualità figurano grandi mistiche ed esempi di fortezza come Santa Teresa d’Avila ed Elisabetta della Trinità.

Lo studioso Sergio Andreoli sintetizza l’insegnamento della mistica folignese partendo da un concetto basilare: ” Dio è tutto Amore e perciò ama in modo totale” quindi per corrispondere a questo amore non si dovrà fare altro che seguire Cristo “che si è fatto e si fa ancora via in questo mondo; via… veracissima e diritta e breve“. Questo era il principio che ha ispirato la vita di Angela da Foligno in unione totale al Salvatore, specie nell’Eucarestia, oltre che nella meditazione dei misteri della sua Passione e Morte (insieme a Maria di Nazareth ai piedi della Croce), che la aiutavano a perseverare nella donazione a Dio e al prossimo.

La posizione ufficiale della Chiesa

Dopo la morte, Angela fu sepolta nella chiesa di San Francesco e la devozione verso di lei è cresciuta nei secoli fino al riconoscimento ufficiale del culto il 7 maggio 1701 da parte di Clemente XI. Il 9 ottobre 2013, Papa Francesco ha firmato la lettera decretale di Canonizzazione equipollente, iscrivendo la beata folignese nell’albo dei santi.

L’equipollenza è la procedura della Chiesa cattolica che si applica quando il Papa approva, con un semplice decreto un culto spontaneo esistente da tempo, evitando ulteriori indagini specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo che normalmente si richiede per concludere l’iter di canonizzazione. Nel caso di Angela da Foligno, la Chiesa ha ritenuto che ulteriori ricerche fossero superflue dato che il suo culto ha senza dubbio travalicato i secoli.

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