Il Vangelo di Maria Maddalena

Storia e caratteristiche del vangelo di Maria Maddalena e il ruolo chiave che lo gnosticismo le attribuiva nella cerchia apostolica

Il vangelo di Maria Maddalena non appartiene alla rivelazione canonica perché è un testo ritenuto apocrifo e di origine gnostica, pertanto risentiva delle idee di questo movimento filosofico, fortemente avversato dai Padri della Chiesa, che difendevano il significato universale del messaggio cristiano di salvezza, senza riservarlo ai soli eletti, come sostenevano invece i seguaci dello gnosticismo.

I concetti chiave dello gnosticismo

Il movimento filosofico-religioso gnostico risale storicamente alla Chiesa delle origini e aveva raggiunto la massima diffusione tra II e III secolo, rifiutando il principio cristiano ortodosso che fede, buone opere e grazia di Dio servissero per la salvezza, ispirandosi alla lotta di poteri avversi che originavano uno scontro titanico tra bene e male, pervadendo l’universo in eterno, e complicando anche l’ascesa dell’anima attraverso le sfere planetarie fino al paradiso.

Questo movimento confidava nell’astrologia e quindi nell’idea che il sistema planetario influenzasse in modo determinante le vicende terrene, coltivava la magia e l’astrologia, perché la conoscenza di formule era essenziale per accedere a una forma speciale di conoscenza religiosa che rifiutava l’interpretazione ortodossa in merito a fede, principi e dogmi.

Gli gnostici sostenevano, in effetti, che occorresse un contatto diretto con la divinità, senza l’intermediazione dei riti canonici della Chiesa, per ricevere un’illuminazione interiore, accedere alla verità occulta e garantire quindi la salvezza spirituale solo agli iniziati attraverso un percorso esoterico e basato su riti segreti.

Le caratteristiche del vangelo di Maria Maddalena

Il vangelo di Maria Maddalena risale al 150 d.C. ed è scritto in lingua copta. Gli studiosi ritengono che derivi da un originale (proto-testo) che si era diffuso tra le prime comunità cristiane e si è quindi estinto con la fine dello gnosticismo, ma alcuni frammenti erano comunque citati dai Padri della Chiesa che ne traevano spunto per confutare le teorie gnostiche.

Il ritrovamento storico risale al 1896, quando il Museo di Berlino ha acquistato un papiro proveniente da Akhmim, poco a nord di Nag Hammadi, nell’Egitto meridionale. Si tratta di una zona ritenuta interessante a livello archeologico anche perché è diventata successivamente famosa per i numerosi ritrovamenti del 1945 di vangeli apocrifi.

Il papiro codificato 8502 è, in realtà, un contenitore abbastanza ampio di scritti antichi, per quanto rinvenuti in frammenti, perché  include non solo il vangelo di Maria Maddalena ma anche l’Apocrifo di Giovanni, la Sophia di Gesù Cristo e gli Atti di Pietro.

Il contenuto del testo

Gli studiosi hanno riscontrato l’assenza di dieci pagine quindi è un testo incompleto, ma nonostante manchino le prime sei introduttive e quelle dalla 11 alla 14, si evince con chiarezza la natura gnostica del testo che mette al centro la figura di Maria Maddalena con il ruolo chiave di figura eletta in grado di accedere alla conoscenza da iniziata, secondo la classica concezione gnostica, in quanto Gesù l’avrebbe considerata discepola prediletta e meritevole di ricevere in esclusiva un insegnamento superiore negato agli altri.

In ogni caso, il frammento si compone di due parti: nella prima Gesù risorto risponde alle domande degli apostoli e affida loro la missione della predicazione del Vangelo, mentre la seconda si apre con l’intervento dell’apostolo Pietro che esorta Maria Maddalena a rivelare le parole che Gesù le ha riferito.

La posizione privilegiata di Maria Maddalena, secondo questo testo apocrifo, avrebbe addirittura provocato la contrarietà di Pietro e Andrea ad accettare la superiorità di questa donna sugli altri apostoli. Inoltre, il papiro prosegue la narrazione coinvolgendo anche Matteo che conferma l’affetto speciale che il Signore nutre verso di lei, rispetto agli altri, rafforzandone il ruolo centrale nella cerchia apostolica.

L’ulteriore fonte gnostica e i passaggi più significativi del vangelo di Maria Maddalena

Ovviamente, gli gnostici sostengono questa tesi chiamando in soccorso un ulteriore testo gnostico che è il vangelo di Filippo, di probabile scuola valentiniana e scritto anch’esso in lingua copta. Questa seconda fonte risalirebbe sempre intorno alla metà del II secolo e trae probabilmente origine da uno scritto greco andato perduto.

Uno dei passaggi evidenzia la concezione gnostica ed è quindi in aperto contrasto con l’insegnamento canonico dei vangeli che non ha mai sostenuto alcun ruolo chiave per Maria Maddalena e tantomeno un trattamento da iniziati a scapito del resto degli apostoli: “Pietro disse a Maria: “Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, ma non noi; quelle che noi non abbiamo neppure udito”. Maria rispose e disse: “Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò”.

La reazione di Pietro e il dolore di Maria Maddalena

La reazione poco benevola di Pietro provoca le lacrime di Maria Maddalena e la difesa di Levi (Matteo), ribadendo il concetto chiave dello gnosticismo basato sulla rivelazione riservata solo ad alcuni eletti che accedono alla verità occulta interdetta agli altri:

Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli li interrogò in merito al Salvatore: Ha Egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?”.


Maria allora pianse e disse a Pietro: “Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore? “. Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi.

L’identità di Maria Maddalena nei vangeli canonici

Maria Maddalena è nota anche come Maria di Magdala, essendo originaria di questo villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, ma, intorno alla sua figura, è nato un equivoco che la giornalista Cristina Uguccioni ha chiarito facendo riferimento ai Vangeli e agli approfondimenti storici e teologici del cardinale Gianfranco Ravasi:

Maria Maddalena figura per la prima volta nel capitolo 8 del Vangelo di Luca all’interno della descrizione dei prodigi di Gesù nelle città e villaggi perché il Messia annunciava il regno di Dio accompagnato dai Dodici e da alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità. Fra loro vi era “Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni“.

Il cardinale Ravasi ha tuttavia specificato: «Di per sé, l’espressione sette demoni poteva indicare un gravissimo (sette è il numero della pienezza) male fisico o morale che aveva colpito la donna e da cui Gesù l’aveva liberata.

L’equivoco sulla vita di Maria Maddalena

Tuttavia, la tradizione, perdurante sino a oggi, ha fatto di Maria una prostituta e questo solo perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7 di Luca – si narra la storia della conversione di un’anonima “peccatrice nota in quella città”, che aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di un notabile fariseo, li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli“.

Di fatto, come precisa Cristina Uguccioni, Maria di Magdala è stata identificata con quella prostituta senza nome, nonostante manchi un vero e proprio collegamento fra queste due figure femminili e l’equivoco si è rafforzato semplicemente perché: L’unzione con l’olio profumato è un gesto che è stato compiuto anche da Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Giovanni 12,1-8).

Di conseguenza, Ravasi conclude che Maria di Magdala: “Da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania, dopo essere stata confusa con la prostituta di Galilea“.

Le conclusioni in merito al vangelo di Maria Maddalena

Karen Leigh King, accademica statunitense specializzata nella storia del cristianesimo delle origini, osserva che il confronto dialettico tra Maria e Pietro trova riscontri anche nel vangelo apocrifo di Tommaso e nell’opera gnostica nota come vangelo apocrifo degli egiziani. Questo confronto tra i due protagonisti riflette, secondo la King, alcune delle tensioni tipiche nella Cristianità del II secolo d.C.

In particolare, Pietro e Andrea sono i rappresentanti delle posizioni ortodosse che rigettano la posizione esoterica sostenuta proprio dallo gnosticismo, considerando inoltre che l’autorità delle donne nell’insegnamento era ancora poco riconosciuta.

In pratica, al confronto filosofico e sociale del periodo si affianca uno scontro teologico che avrebbe visto gradualmente prevalere le posizioni canoniche della Chiesa, basata sulla tradizione apostolica rispetto a quelle gnostiche, dopo la fine del III secolo.

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