Sant’Anacleto, terzo Papa della chiesa cattolica

Sant'Anacleto è il terzo Papa della Chiesa cattolica dopo San Pietroe San Lino. Ecco le fonti storiche che parlano di lui

Sant’Anacleto, successore di San Lino, è il terzo papa della chiesa cattolica che ha esercitato il suo ministero petrino orientativamente tra 80 e 92 d.C, ma alcuni lo anticipano al periodo 76-88, quando ci fu anche la distruzione di Pompei ed Ercolano provocata dall’eruzione del Vesuvio.

Per questo motivo qualche studioso fa riferimento alla reazione millenaristica tra le prime comunità cristiane che ritenevano questa tragedia un chiaro segnale dell’imminente fine del mondo che la Chiesa dell’epoca avrebbe tuttavia contestato.

L’inizio della vita di Sant’Anacleto e terzo papa della chiesa cattolica

Secondo i dati contenuti nel Liber Pontificalis, cioè la raccolta di brevi voci biografiche sui pontefici ordinate cronologicamente fino alla morte di Pio II nel 1464, Anacleto (o Cleto secondo alcune fonti) era figlio di Antioco e ateniese di nascita.

L’origine del nome deriva dal nome greco Anàklētos, latinizzato in Anaclētus, e significa “invocato“, “chiamato” ma altri studiosi gli attribuiscono anche una diversa etimologia che indica una persona priva di colpa e quindi irreprensibile.

Convertito al cristianesimo, Anacleto aveva devoluto tutti i suoi averi per dedicarsi interamente alla diffusione dell’insegnamento di Cristo, maturando anche la vocazione religiosa che avrebbe contraddistinto la sua vita fino al pontificato.

Il terzo pontefice è stata oggetto di dispute per secoli perché c’erano difficoltà a collocarlo nell’ordine di successione corretta al soglio di Pietro e si nutriva anche il dubbio che Cleto e Anacleto non fossero la stessa persona.

I dubbi sulla collocazione storica di Sant’Anacleto papa

In particolare, il vescovo e scrittore greco Eusebio di Cesarea (265-340), il vescovo e teologo romano Ireneo di Lione (130-202), il padre della Chiesa Sant’Agostino d’Ippona (354-430) e il vescovo e teologo Ottato di Milevi (+ 385 circa) non avevano stabilito l’anno esatto in cui era diventato Papa, e se fosse o meno predecessore o successore di Papa Clemente, ma non avevano dubbi che Cleto e Anacleto fossero la stessa persona.

Di parere diverso erano le conclusioni del Catalogus Liberianus. contenente note biografiche dei papa fino a Liberio, morto nel 366, e del Carmen contra Marcionem, sempre del IV secolo. Inoltre, il Catalogus Felicianus, dedicato anch’esso ai nominativi dei santi, riteneva addirittura che Cleto fosse greco e Anacleto un romano.

Gli studi approfonditi del presbitero, filologo ed esperto di cristianità e liturgia Louis Marie Olivier Duchesne (1843-1912), avevano fugato molti dubbi con un attento esame del Liber Pontificalis e, dopo secoli di dispute, l’Annuario Pontificio del 1947 ha definitivamente stabilito che Anacleto e Cleto erano in effetti la stessa persona, succeduta al soglio pontificio a San Lino, e quindi Sant’Anacleto era dunque il terzo papa della chiesa cattolica.

Il periodo del pontificato di Sant’Anacleto

Sant’Anacleto è vissuto in un periodo in cui hanno regnato tre diversi imperatori: Tito Flavio Vespasiano (69-79 d.C.), Tito (79-81) e Domiziano (81-96) e si ritiene quindi che fosse già Papa quando il 24 agosto 79 ci fu l’eruzione distruttiva del Vesuvio su Stabia, Ercolano e Pompei.

Durante il suo pontificato ci fu anche l’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, l’anno successivo al disastro del Vesuvio, e lo stadio Domiziano nell’85 d.C. che corrisponde attualmente a piazza Navona.

Anacleto aveva quindi affrontato un periodo non facile per tenere salda la barca di Pietro, perché le prime comunità cristiane erano scosse da questi tre eventi concomitanti che avevano originato le seguenti conclusioni:

  • La distruzione di Pompei ed Ercolano seguiva di soli 9 anni la distruzione di Gerusalemme e questi due eventi epocali avevano rafforzato la convinzione che si fosse ormai prossimi alla fine del mondo e del conseguente avvento del regno di Dio, come anticipato dagli antichi profeti
  • La nascita del Colosseo e e dello Stadio erano invece due monumenti che ostentavano il trionfo del paganesimo romano e simboleggiavano una possibile battuta d’arresto nella diffusione del cristianesimo

Se a questo aggiungiamo che il Colosseo sarebbe poi diventato teatro di feroci uccisioni di cristiani e che Domiziano aveva poi scatenato una persecuzione in grande stile contro di loro, è evidente che Anacleto ha dovuto usare tutto il carisma e la sua Fede per tenere unite le comunità cristiane in un momento di sconforto e grande fragilità.

La Chiesa nascente sotto l’imperatore Domiziano

Secondo il giornalista e scrittore Domenico Agasso, si conferma che Sant’Anacleto, terzo papa della chiesa cattolica, si svolge per alcuni anni in pace, sotto l’imperatore Vespasiano prima e con il suo primo figlio Tito ma con l’arrivo di suo fratello Domiziano si scatena anche un periodo di dura persecuzione.

In realtà, Domiziano non rivolge la sua furia solo contro i cristiani, ma anche contro gli ebrei che erano obbligati a versare allo stato romano il tributo dovuto al Tempio di Gerusalemme (distrutto da Tito). Di conseguenza, la persecuzione era uno strumento repressivo usato anche per ragioni di bilancio, perché le grandi opere pubbliche avevano dissanguato le finanze imperiali.

Domiziano non andava per il sottile e pretendeva che ebrei ed ebreocristiani pagassero il dovuto senza distinzione per poi colpire i cristiani in genere con sequestri e confische. Inoltre, le comunità cristiana erano doppiamente nel mirino, dato che l’imperatore aveva lanciato contro di loro anche l’accusa di ateismo, cioè il rifiuto di adorare le divinità romane tradizionali imposte da Roma, che comportava automaticamente la pena capitale.

Non sembra tuttavia che Sant’Anacleto abbia subito il martirio perché la sua morte risale al 92, mentre Domiziano intensificò le persecuzioni verso il 95 d.C. Di conseguenza, si presume che sia deceduto per cause naturali e che sia stato sepolto nella necropoli vaticana, a circa 10 metri di profondità rispetto all’attuale Basilica di San Pietro. 

Gli atti di Papa Anacleto tramandati fino ai nostri giorni

Le fonti ci rivelano che Sant’Anacleto ha puntato sul rafforzamento del clero nella Chiesa nascente attraverso l’ordinazione di 25 nuovi sacerdoti di cui la comunità cristiana aveva certamente bisogno in una fase ancora iniziale della sua esistenza.

Il principio che anima ancora oggi la Chiesa è basato sulla tradizione apostolica e s’ispira alla necessità di avere sempre nuovi pastori in gradi di guidare il gregge anche nelle situazioni più difficili, comprese le persecuzioni.

Di conseguenza, il sacerdote deve essere riconoscibile, rappresentare la figura di riferimento spirituale per i cristiani e a Papa Anacleto si attribuisce, a questo riguardo, il primo provvedimento per introdurre la tonsura nell’ordine sacerdotale.

La tonsura nella storia della Chiesa

La tonsura è in effetti un rito che precedeva l’ordine sacerdotale e indicava la consacrazione a Dio ma, a dire il vero, Sant’Anacleto non aveva ancora stabilito il tipico taglio (chierica) che distinguerà per secoli i chierici dai laici, tagliando cinque ciocche di capelli e lasciando quindi una piccola porzione circolare rasata alla sommità del capo.

Fino al VII secolo, infatti, la Chiesa prescriveva semplicemente ai chierici di portare capelli corti in segno di modestia ma, durante le invasioni barbariche, si assistette a un uso ostentato di capigliature arrotolate intorno alla testa che aveva provocato la reazione nei chierici e la decisione di radersi completamente la testa in segno di umiltà.

Il concilio di Toledo del 633 ha regolato l’uso della tonsura senza necessità per il clero di radersi completamente e, per secoli, la Chiesa si è attenuta a questa disposizione con qualche differenza nel taglio tra monaci e chierici, o mantenendo l’uso della rasatura completa nel mondo cristiano orientale, fino al motu proprio di Paolo VI che l’ha abolita dal 1973, lasciando tuttavia libertà di scelta ad alcuni ordini religiosi.

Conclusione della vita di Papa Anacleto e celebrazione della festa liturgica in suo onore

Le ricerche di Domenico Agasso sulle Memorie più antiche, confermano infine che Papa Anacleto ha fatto costruire una edicola sepolcrale, detta “memoria”, sul luogo della sepoltura di Pietro negli Orti vaticani: un territorio allora appartenente al demanio imperiale e formato da horti (giardini), campi e terreni incolti, dove probabilmente lo stesso Anacleto è stato sepolto tra l’88 e il 92 d.C.

Prima che gli studi stabilissero che Cleto è semplicemente l’abbreviazione di Anacleto, e quindi si tratta della stessa persona, la festività del Santo pontefice, e terzo in ordine di successione, era celebrata in due date distinte: S. Anacleto il 26 aprile e Cleto il 13 luglio.

L’errore dipende da un’errata compilazione di un elenco di papi che riportava entrambi i nomi e, dopo l’inserimento ufficiale come santo unico nell’Annuario Pontificio del 1947, anche la Congregazione dei riti del 1960 ha definitivamente abolito la ricorrenza del 13 luglio celebrando di conseguenza Sant’Anacleto papa solo il 26 aprile.

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